Lavorare in azienda: la guida pratica - paolosartorio.com

    Lavorare in azienda: la guida pratica

    Preziosi consigli su come lavorare in azienda in armonia con i colleghi e con se stessi. Dai il massimo, ottieni il massimo.

    Paolo Sartorio
    Lavorare in azienda
    Lavorare in azienda

    Per tanti lavorare in azienda rappresenta un sogno, un punto di arrivo. E magari lo è anche per te.

    Qualunque sia il tuo lavoro, il fascino esercitato dai grandi player del settore è sicuramente elevato ed immaginare un giorno di arrivare a far parte di una grossa e strutturata realtà può significare il raggiungimento di un obiettivo prefissato da tempo.

    Una volta superato il fascino iniziale però, ci si può presto scontrare con dei problemi anche piuttosto difficili da superare: le gerarchie, i ritmi, le aspettative, la competizione.

    Di per se questi aspetti della tua “avventura lavorativa” non dovrebbero risultare bloccanti per la tua crescita professionale, ma spesso – a lungo andare – lo sono.

    Attenzione: la stessa cosa potrebbe capitarti anche se lavori in una realtà più ristretta; le dinamiche che si innescano sono le medesime, soltanto un po’ meno amplificate.

    Ho avuto la fortuna di farmi le ossa in un’azienda controllata da una multinazionale e posso dire che questa esperienza mi ha formato non poco, sia per le opportunità che ho avuto, per quelle che mi sono guadagnato e soprattutto per gli errori che ho commesso.

    Niente insegna più dello sbagliare.

    Per questo ho pensato che potrebbe esserti utile leggere qualche consiglio derivato dalla mia esperienza sull’approccio e sull’atteggiamento da adottare in questo tipo di ambiente lavorativo.

    Leggi la situazione

    E’ molto importante che tu capisca dove ti trovi. Le aziende non sono tutte uguali e vivono di dinamiche differenti.
    Stai al tuo posto per un po’, adottando un atteggiamento esplorativo. Fai domande per capire come funzionano le cose, senza esporti con conclusioni affrettate e non supportate – per forza di cose – dall’esperienza specifica.

    Cambia le cose fornendo valore aggiunto
    Un errore comune che spesso compie chi arriva a lavorare in un’azienda è quello di esporsi volendo cambiare le cose. Le persone sono sempre restie al cambiamento.
    Sentiti in dovere di criticare, ma sempre dando una soluzione migliorativa alternativa. Se credi che alcune cose vadano cambiate, dillo, ma specificando sempre come.

    Un buona base di partenza è portare esempi relativi alla tua esperienza fatta altrove.
    Magari i tuoi nuovi colleghi occupano quella sedia da anni e ogni esperienza che arriva da fuori, anche la più banale, può essere vista come una ventata d’aria fresca.

    Trova le figure chiave
    Le aziende sono fatte di persone. Individua le persone che occupano ruoli chiave e avrai trovato i cardini di tutta l’azienda.
    Cerca di farteli amici e di attingere da loro esperienza e conoscenza. Ti sarà di grande aiuto per capire meglio tutte le dinamiche e soprattutto questo instaurerà nel team di lavoro un rapporto di cooperazione e rispetto reciproco.

    Educazione e rispetto non hanno grado
    Rapportati col dovuto rispetto ed educazione sia con le figure più alte in grado che con quelle al tuo stesso livello. Ricordati che il rispetto si ottiene elevandoti, non affossando gli altri. Se per emergere devi affossare gli altri, allora hai un problema. E presto ti si ritorcerà contro.

    Il proprio orticello
    Cerca di ritagliarti uno spazio specifico all’interno dell’azienda. Punta ad essere “unico” per competenze e per ruolo, in modo che i tuoi superiori e i tuoi colleghi percepiscano la tua utilità all’interno dei processi lavorativi. Non chiudere però il recinto: quando il tuo orticello darà i primi frutti, tutti devono poterli raccogliere!

    Lavora per te stesso: lavorerai per l’azienda
    Se c’è una cosa che all’inizio della mia avventura professionale ritenevo impossibile è quella che ti sto per consigliare. Sono sempre stato un inguaribile altruista, sia nella vita che nel lavoro.
    Soprattutto a livello lavorativo, mi sono sempre stato concentrato su quello che volevano il mio capo o il mio cliente, lasciando da parte quello che volevo io.
    Ho capito col tempo che questo non è un atteggiamento in grado di dare buoni risultati nel lungo periodo, principalmente per due motivi:

    • Alla lunga è naturale provare una disaffezione per quel che si fa, se lo si fa solo per gli altri. Questo è aggirabile, ma occorre tantissima forza di volontà. Talmente tanta che probabilmente farai prima a cambiare aria;

    • Se il tuo capo o il tuo cliente ti pagano, devi metterci il famoso valore aggiunto, ovvero quel qualcosa che solo e soltanto a te potrebbe venire in mente. Quel qualcosa che solo tu sei in grado di dare. Altrimenti, diventi solo un’estensione del volere altrui. Quando l’intelligenza artificiale sarà in grado di eseguire gli ordini come (o meglio di come) fai tu ma costerà 1000 volte meno, cosa credi che faranno capo e clienti?

    Se invece lavorerai seguendo il tuo istinto, attenendoti allo scopo indicato sul progetto che ti è stato commissionato, ti renderai indispensabile, valorizzerai la tua presenza e – soprattutto – ti darai delle forti motivazioni per continuare a crescere.

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    Rapportati come se fossi un esterno
    Non cadere nel lassismo dell’impiegato, che da tutto per scontato e che vive le giornate facendo il countdown fino al prossimo stipendio o fino alla prossima pausa caffè.
    Rapportati con l’azienda come se tu fossi un free-lance, o un fornitore esterno che sta seguendo soltanto dei progetti.
    Così facendo ti metterai sempre in discussione e questo di darà la benzina necessaria per non stancarti mai, migliorare costantemente e cementare un rapporto basato sulla reciproca fiducia.

    Risolvi dei problemi
    Capi e cliente non amano i problemi. Amano le soluzioni. Non evidenziare mai problemi senza portare parallelamente delle soluzioni in grado di risolverli. A meno che questi non siano di tua competenza.
    Il “problem solving” è una delle capacità più premiate all’interno di un’azienda (dalla più piccola alla più grande delle multinazionali).

    Non procrastinare
    Se hai qualcosa da fare, fallo. Subito.
    Questo ti permetterà di variare spesso i tuoi compiti e i tuoi progetti.

    Non ti farà stancare o stufare.
    Darai la percezione di essere una risorsa importante e dinamica.
    Non avere paura di trovarti improvvisamente con niente da fare. Il prossimo compito arriverà presto.
    Nel frattempo, non perdere tempo mettendo like ai gattini sui social network; sfrutta i momenti morti per leggere articoli, informarti, studiare per migliorare. Bastano 5 minuti al giorno.

    Datti delle deadlines
    Se qualcuno te le impone, le devi rispettare.
    Se qualcuno non te le impone, datti da solo delle deadlines, ovvero un obiettivo temporale.

    Sapere di dover concludere un progetto entro un tal giorno ti aiuta a stare sul pezzo, senza perdere di vista gli obiettivi, mantenendo il giusto ritmo.
    Questo ti allenerà anche ad essere sempre più preciso riguardo alle stime; col tempo infatti diventerai dannatamente bravo a prevedere quante ore impiegherai per portare a termine un’attività.

    Stime più precise = preventivi più precisi = clienti più soddisfatti

    Sii te stesso
    Non snaturare quello che sei per aderire ad uno standard.
    Se i tuoi colleghi indossano sempre la cravatta ma tu la trovi dannatamente scomoda, non indossarla (a meno che non sia un “dress code” imposto dall’azienda in cui lavori).
    Se i tuoi colleghi fanno quotidianamente 4 pause caffè ma tu non ne senti la necessità perché ti deconcentrano, allora fanne solo 2. Oppure fanne 6, se questo aumenta la tua produttività.
    Ricorda che l’obiettivo non è diventare un tutt’uno con l’azienda, ma è generare valore per l’azienda.

    Sii curioso
    E’ un consiglio che ti darò spesso.
    Credo che la curiosità – quella sana, non il pettegolezzo – sia la qualità più vincente che un uomo possa avere.
    Parlo sia umanamente che a livello professionale.
    La curiosità è il motore che muove la scoperta e la crescita.

    La curiosità è non accontentarsi, guardare e andare avanti con l’obiettivo di colmare le proprie lacune e di crearne di nuove, che aspettano solo di essere riempite a loro volta.
    Finchè sarai curioso sarai vivo. E in un’azienda essere vivo significa proattività, partecipazione, risultati.
    Sii curioso di come si svolgono i processi aziendali, di come vengono prese le decisioni, di come si muove il mercato e di come si muove l’azienda per assecondarlo.

    Attieniti a queste semplici regole che arrivano dalla mia esperienza e da quelle dei tanti professionisti con cui ho avuto modo di confrontarmi negli anni.

    Ti aiuteranno ad emergere dall’anonimato e a sfruttare al meglio la tua situazione lavorativa, dandoti un’imperdibile opportunità di crescita.

    Se questo articolo ti ha stimolato e ti senti davvero curioso, puoi leggere questo libro che ti spiegherà come lavorare con il cuore e vivere bene in azienda.

    Ti farà bene.

    Se anche tu hai dei consigli a riguardo o delle domande specifiche, ti invito a lasciare un commento qui sotto.



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    2 comments:

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    • Mauro

      Complimenti Paolo, ottimo articolo e ottimi consigli.
      Sei un grande professionista e sono onorato di lavorare con te sui nostri progetti aziendali.
      Continua così!
      Mauro

      • Paolo Sartorio Author

        Grazie mille Mauro per le belle parole. Sai che la cosa è reciproca. 🙂

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