AEW su Sky

Scommetto che hai sempre seguito il Wrestling, soprattutto quello targato WWE, ma da qualche tempo ti sei accorto che esiste un’alternativa concreta e molto, molto divertente chiamata All Elite Wrestling a cui vale la pena almeno dare una chance. Se è così e vorresti quindi iniziare a seguire la AEW su Sky o su Fite Tv, in questo articolo ti spiegherò tutto quello che c’è da sapere su questa federazione che ha letteralmente riacceso la miccia di tantissimi appassionati di Wrestling in tutto il mondo.

Il panorama mondiale del Wrestling prima della AEW

Prima dell’avvento della AEW il panorama mondiale del pro-wrestling, almeno quello occidentale, si trovava in una sorta di monopolio guidato dalla WWE, la World Wrestling Entertainment di Vince McMahon. Questa federazione, dalla fine degli anni ’90 per i 20 anni successivi, ha letteralmente mangiato la concorrenza, surclassando in termini di successo le federazioni rivali WCW ed ECW, prima battute a suon di sconfitte nei ratings, ovvero negli ascolti TV, poi addirittura acquisite ed inglobate nella WWE stessa.

Oltre alla federazione di Stamford quindi abbiamo avuto 20 anni di nulla cosmico, senza concorrenza e senza quindi la necessità di migliorare un prodotto che, complice il nuovo target (le famiglie) a cui si è rivolto, ha finito per allontanarsi gradatamente ma costantemente allo stile che ne aveva decretato il successo verso il pubblico che tanto l’aveva apprezzata ai tempi in cui Stone Cold Steve Austin e The Rock se le davano di santa ragione per contendersi il titolo mondiale.

A dire il vero, qualche timido tentativo di creare un minimo di concorrenza c’è stato; la TNA, Total Nonstop Action, la ROH, l’originale Lucha Underground di Robert Rodriguez e un timido tentativo da parte della New Japan di affacciarsi al pubblico occidentale non sono però mai riusciti ad insidiare il territorio della WWE. Soprattutto la prima che ho citato, la TNA, sa tanto di grossa occasione sprecata. Federazione ricca di talenti, innovativa, con un prodotto più adulto e serio rispetto alla concorrenza, è stata letteralmente falcidiata da una gestione a dir poco folle, che ha fatto si che si autoeliminasse dalla competizione prima ancora di provarci. In questo documentario vengono ben spiegati i perché del suo fallimento.

A dire il vero però, la TNA nonostante tutto ha saputo resistere fino ai giorni nostri (ora si chiama Impact Wrestling) e come vedremo è legata, ora più che mai, alla AEW.

Insomma, con un’enorme base di fan in tutto il mondo, due show principali in onda su reti nazionali negli USA, un network di servizi streaming proprietario e accordi televisivi e commerciali in ogni continente e nonostante i tentativi delle altre promotion di offrire wrestling di qualità e rivolgersi ad un target diverso, sembrava proprio che non ci fosse alcun modo di contrastare lo strapotere dei McMahon.

Il merchandising WWE andava a gonfie vele, gli accordi televisivi si ampliavano riversando nelle casse della WWE quantità spropositate di denaro.

Ad un certo punto però intervenne un fattore esterno; sapete quelle cose imprevedibili, che anche nei film cambiano il corso degli eventi? Chiamiamolo effetto farfalla, o come meglio preferite. Spesso questo fattore esterno si manifesta nei modi più disparati: può essere la piuma di Forrest Gump o la porta della metropolitana di Sliding Doors. Nella storia della AEW il fattore esterno ha una forma più umana: quella del giornalista specializzato in pro wrestling Dave Meltzer.


Com’è nata la AEW?

Un giorno come tanti del 2017 Dave Meltzer pubblica una critica che suona come una sfida verso la ROH e più in generale verso i detrattori della WWE uniti dietro la bandiera del wrestling di qualità. Meltzer afferma che la ROH non sarebbe mai riuscita a vendere 10.000 biglietti per un evento di wrestling dal vivo.

Un po’ come il bambino di Tre uomini e una gamba che provoca Giovanni, questa sfida di Meltzer accende gli animi desiderosi di rivalsa di tre lottatori della Ring of Honor. Uno di loro è un ex lottatore WWE, figlio di una tra le più grandi leggende di questo sport. Gli altri sono due fratelli, universalmente riconosciuti come tra i più grandi interpreti del wrestling di coppia, che hanno calcato i ring di tutto il mondo ma, nonostante le lusinghe, non hanno mai ceduto alle sirene dei McMahon se non per qualche sporadica e dimenticabile apparizione tra il 2008 e il 2011.

Il primo è Cody Rhodes, figlio dell’hall of famer “The Americand Dream” Dusty Rhodes, quest’ultimo icona dell’allora WWF degli anni ’80. Cody ha militato in WWE dal 2006 al 2016 ed ha ottenuto successi altalenanti, riuscendo tuttavia a guadagnare a più riprese il titolo intercontinentale e il titolo di coppia.

Gli altri due sono Nick e Matt Jackson, che lottano in coppia sotto il ring name The Young Bucks. I Bucks propongono un wrestling altamente spettacolare, fatto di voli e di mosse combinate; il loro modo di combattere è apprezzato in tutto il mondo, dagli USA al Messico, fino al Giappone.

Questo trio di atleti sono molto affiatati tra loro sia davanti alle telecamere che nella vita privata. Insieme formano un gruppo chiamato Elite.

I primi eventi

Per l’Elite le parole di Meltzer sono il fuoco che accende la proverbiale miccia. Nasce così l’idea di raccogliere la sfida organizzando uno show chiamato All In programmato per l’1 settembre 2018. L’evento avrebbe coinvolto diverse star della scena indipendente del pro wrestling, così come atleti provenienti da federazioni quali – ad esempio – la ROH stessa.

Le vendite dei biglietti vengono aperte e chiuse ufficialmente soltanto 30 minuti dopo, dichiarando sold out l’arena.

La prima sfida è vinta.

Il primo settembre 11.263 persone assistono dal vivo ai match in programma. Lo show è un successo che va ben oltre le aspettative di chi l’ha organizzato. All In e la sua risonanza mediatica arrivano fino a Stamford, dove Vince McMahon, da buon business man, pensa che sia davvero arrivato il momento di riportare il trittico Cody-Nick-Matt alla sua corte, probabilmente con dei ruoli di maggior rilievo rispetto a quelli avuti nei precedenti stint. Se queste erano realmente le intenzioni di Vince, non lo sapremo mai.

All In, il primo evento AEW

Il primo gennaio del 2019, soltanto 4 mesi di calendario dopo All In, Cody Rhodes e gli Young Bucks, con il supporto economico di Tony Khan (imprenditore co-proprietario dei Jacksonville Jaguars e del Fulham F.C., grande appassionato di Wrestling) fondano la All Elite Wrestling, o più semplicemente AEW.

L’annuncio, dato durante un episodio di Being The Elite, show creato dagli Young Bucks e trasmesso su YouTube, è immediatamente seguito da quello relativo al secondo evento organizzato da Cody e compagni: Double or Nothing. Sarà questo il primo show svolto ufficialmente sotto la bandiera della AEW.

AEW Dynamite: lo show di punta settimanale della All Elite Wrestling

Successivamente la All Elite Wrestling raggiunge un importante accordo televisivo con la rete televisiva TNT che, a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, trasmetteva già il prodotto wrestling targato WCW. Da questo accordo nasce AEW Dynamite, lo show di bandiera della compagnia, in onda ogni mercoledì sera per il pubblico americano.

Questa mossa viene vista come potenzialmente pericolosa da parte della WWE che, forte del suo strapotere contrattuale, ottiene un accordo con USA Network per i diritti di trasmissione di NXT. Questo show made in WWE dedicato ai fan più hardcore del prodotto che inizialmente veniva trasmesso soltanto online sul WWE Network, è stato spostato di fretta e furia sulla TV, trasmetto allo stesso giorno, nella stessa fascia oraria di Dynamite allo scopo di creare concorrenza e rallentare l’espansione della nuova compagnia di Tony Khan e soci.

A distanza poco più di un anno, non possiamo ancora dire se questa contromossa da parte della WWE abbia funzionato; il pubblico del mercoledì sera, spaccato in fasce demografiche basate sull’età degli spettatori, dice che il pubblico dai 18 ai 49 si sintonizza maggiormente su TNT per seguire la All Elite Wrestling, mentre la fascia immediatamente successiva predilige USA Network con il suo NXT.

Cosa significa tutto questo? In sintesi, la AEW cresce e vince su quella fascia di pubblico giovane ritenuta più interessante dagli inserzionisti. Inoltre, valutando questi numeri nel lungo periodo, risulta evidente come la compagnia di Cody Rhodes e soci stia letteralmente costruendo una fanbase che potenzialmente risulterà attiva ancora per decenni, mentre per questioni anagrafiche le fasce d’età più alte vanno perdendo di interesse verso il prodotto o semplicemente… estinguendosi.

Una vittoria? Non proprio. I numeri, soprattutto quelli economici, sono dalla parte della WWE, mai così ricca e florida come dopo la pandemia. L’impossibilità di spostarsi di arena in arena ha infatti permesso a Vince McMahon e alla sua ciurma di risparmiare in logistica e spese di produzione. E con i contratti pluriennali già siglati con i network che costituiscono entrate garantite, azionisti e dirigenti possono dormire tranquilli. Valutazioni sui numeri della così detta Guerra del mercoledì sera possono essere ascoltate settimanalmente sul podcast Wrestling Cafè, condotto dal mio buon amico Erik Ganzerli (trovate una sua intervista cliccando qui).

Ma se la curva economica continua a crescere, quella della qualità del prodotto offerto pare in caduta libera, intrecciandosi ad un certo punto con quella della AEW che – al contrario – secondo appassionati ed analisti sale con costanza.

Ed è proprio qui, in ambito qualitativo, che la All Elite Wrestling ha visto il terreno ideale per affrontare a viso aperto i rivali, proponendo show solidi, con un livello tecnico dei match tale da tenere incollati sia spettatori appassionati che fan più esigenti e storyline semplici, raccontate e recitate in maniera lineare e coerente.

AEW Rampage: lo show che mancava

Il 13 agosto 2021 la programmazione televisiva della AEW si è arricchita di un nuovo programma chiamato AEW Rampage. Questo show, della durata di 60 minuti, offre un’azione veloce in cui trovano spazio wrestler e storie complementari a ciò che accade a Dynamite. Inoltre, nelle intenzioni della compagnia, c’è anche la volontà di rendere Rampage un terreno fertile per la crescita della divisione femminile, che necessita di spazio televisivo di qualità per essere apprezzata appieno.

Chi sono i wrestlers della AEW

Il roster della AEW inizialmente era formato da una maggioranza di personaggi sviluppati e costruiti nella AEW stessa. Sebbene questo possa apparire scontato, non lo è affatto. In passato molte altre compagnie hanno fondato il proprio successo iniziale sull’integrazione di wrestlers già affermati presso federazioni rivali o addirittura innestando nel roster le classiche vecchie glorie della disciplina. Sebbene queste azioni possano sortire un effetto positivo nell’immediato è nel lungo periodo che una strategia di questo tipo mostra il fianco.

Lo sanno bene Cody e i Bucks, lo sa bene Kenny Omega, altra colonna portante di una Elite che ha sempre più potere politico, con tutti e quattro i membri a ricoprire ruoli di vice presidenza.

E così i primi mesi vengono gestiti con l’obiettivo di rimpolpare il parco atleti soprattutto con volti quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico ma con un grande potenziale da esprimere.

Le star nate in AEW

Nascono così personaggi come il supponente Maxwell Jacob Friedman, o più in breve MJF, che si finge amico fraterno di Cody Rhodes per poi pugnalarlo alle spalle. O Darby Allin, enigmatica figura che si mostra spesso in vignette criptiche e che raggiunge il ring a bordo di uno skateboard sul quale, spesso e volentieri, scrive il nome della sua prossima vittima. Per non parlare di Orange Cassidy, lottatore dal grande talento che però appare svogliato sul ring, tanto da combattere con le mani in tasca. Questi act diventano presto personaggi immediatamente riconoscibili e riconducibili soltanto alla All Elite Wrestling.

I Wrestler della AEW

I tag team della AEW

Ben presto diviene chiaro che uno dei capisaldi su cui la compagnia investe è la divisione tag, ovvero quella delle lotte di coppia. Sono innumerevoli i tag team di talento che sfidano battaglia sui ring della AEW. A partire dagli Young Bucks, passando per gli SCU – trio di veterani composto da Frankie Kazarian, Christopher Daniels e Scorpio Sky, i Best Friends, i Private Party, o l’inusuale trio dei Jurassic Express formato da Jungle Boy Jake Perry (figlio del compianto attore di Beverly Hills 90210 Luke Perry), il minuscolo ma simpaticissimo Marko Stunt e il gigantesco Luchasaurus, lottatore mascherato da dinosauro.

Ad un insieme di team già largamente valido si sono aggiunti nel tempo altrettante coppie di estrema qualità. Parliamo ad esempio degli FTR, accompagnati sul ring dalla leggenda Tully Blanchard, The Butcher and The Blade, gli Acclaimed, lo spettacolare duo The Hybrid2 e i giovanissimi Top Flight.

Per innalzare ulteriormente lo status della categoria tag, la All Elite Wrestling ha dato vita anche a coppie formate da wrestlers che abitualmente combattono in singolo. Ne sono un grande esempio Kenny Omega e Adam Page, che unendo le loro forze hanno conquistato le cinture tag team della compagnia.

Le stelle della AEW

Nonostante come detto la AEW abbia puntato molto sul costruirsi in casa le proprie star, alcune sono arrivate da fuori, portando prestigio e riconoscibilità alla compagnia. Pensiamo in primis a Chris Jericho, campione dal ricco palmares che ha scritto pagine indelebili della storia nelle ormai defunte ECW, WCW e soprattutto nella WWE. Jericho è stato in grado di scrivere un’ulteriore capitolo della sua incredibile storia di successi anche in All Elite Wrestling, laureandosi primo campione assoluto della compagnia. Più o meno lo stesso discorso vale per Jon Moxley, conosciuto in WWE come Dean Ambrose, che in AEW ha trovato una vera e propria seconda giovinezza, o Matt Hardy, fratello di Jeff con il quale in WWE formava il tag team degli Hardy Boys.

A questo proposito, il 2021 ha segnato una vera e propria rivoluzione sia per la AEW che per il panorama mondiale del wrestling in generale. Tony Khan è infatti riuscito a strappare alla concorrenza star di caratura mondiale quali CM Punk, che ha debuttato di fronte al pubblico di Chicago nella seconda puntata di AEW Rampage e Bryan Danielson, il fu Daniel Bryan della WWE. Quest’ultimo ha effettuato il suo debutto a sorpresa nel finale di AEW All Out 2021, evento che viene riconosciuto come il miglior PPV della storia della AEW e tra i primi di sempre in tutta la storia del Pro Wrestling.


Leggende del wrestling in AEW

Anche alcune vere e proprie leggende del wrestling si sono unite alla AEW per rafforzarne il prestigio e portare la loro esperienza al servizio delle nuove leve e di tutto il roster in generale. Ad esempio Sting, osannata icona del pro-wrestling che ora si aggira in maniera enigmatica negli show della All Elite. Ma l’elenco è lungo: Jake The Snake Roberts, il già citato Tully Blanchard, Arn Anderson, Tazz sono solo alcune delle personalità del pro-wrestling che si sono letteralmente reinventate grazie alla AEW.

Sting in AEW

Le Stable della AEW

In All Elite Wrestling le stable, ovvero i gruppi di wrestlers, ricoprono un ruolo fondamentale. La Elite stessa è sicuramente la stable più importante avendo di fatto dato origine alla storia della All Elite. Anche se dai contorni sempre meno definiti, l’Elite ha visto passare i maggiori babyface (ovvero i buoni amati dal pubblico) della AEW come Cody Rhodes, gli Young Bucks, Kenny Omega e Adam Page.

Chris Jericho, Sammy Guevara, Santana e Ortiz, Jake Hager, MJF e Wardlow formano invece un gruppo chiamato Inner Circe, stable heel (ovvero di cattivi) che ha dominato la compagnia in lungo e in largo.

Un’altra stable molto distintiva della AEW è quella del Dark Order, una sorta di setta che recluta lottatori dallo scarso rendimento promettendo loro di rivalutarli. Questo gruppo di wrestler, che ha anche un sito web dedicato, ha subito una grave perdita nel dicembre del 2020, quando è venuto improvvisamente a mancare John Huber (il fu Luke Harper della WWE) che in AEW interpretava il ruolo di Brodie Lee, carismatico capo del Dark Order e autoproclamatosi The Exalted One.

Divisione femminile AEW

Dove sicuramente la All Elite deve recuperare terreno è la divisione femminile, ancora acerba e priva di quelle stelle che hanno fatto – e stanno facendo – la fortuna della WWE, capace di elevare questa categoria a ruoli di primissimo piano.

Insomma, tra future stelle, lottatori affermati, leggende e fazioni in lotta tra loro, la All Elite Wrestling garantisce spettacolo e divertimento ad appassionati di vecchia data e a nuovi fan che si avvicinano soltanto ora al mondo del wrestling.

Ranking AEW

Un elemento distintivo della All Elite Wrestling è costituito dal sistema a ranking, che tiene conto delle statistiche di vittorie, pareggi e sconfitte dei vari wrestlers, generando di conseguenza una classifica per ogni categoria dalla quale emergono sfidanti e pretendenti ai titoli.

AEW Rankings

Le classifiche vengono aggiornate settimanalmente ed hanno un effettivo riscontro nelle storyline e negli incontri che vengono sanciti durante le puntate di Dynamite.

Seppur il ranking non sia il filo conduttore che guida tutti gli avvenimenti della AEW, si tratta di un buon pretesto per colmare alcuni gap e tenere impegnati atleti anche meno famosi che si esibiscono durante AEW Dark, altro show settimanale prodotto dalla All Elite Wrestling e pubblicato sul canale YouTube della compagnia.

Questo conteggio dei risultati, unito al tempo limite con il quale sono regolamentati i vari match, contribuiscono a dare alla AEW una connotazione più sportiva, in aperto contrasto con quella che è la direzione intrapresa anni fa dalla WWE e che ha portato quest’ultima ad orientarsi più verso lo spettacolo e meno verso l’agonismo.


Dove vedere la AEW in TV (Sky Italia)

In Italia AEW Dynamite va in onda su Sky ed ha letteralmente aperto le braccia a tutti gli appassionati che si sono persi per strada, per svariati motivi. Vuoi perché la WWE ha cambiato dimora, accasandosi su D-Max con il commento di Luca Franchini e Michele Posa, vuoi per tutti gli altri che non hanno più trovato nella World Wrestling Entertainment quel coinvolgimento e quel divertimento che erano elementi caratterizzanti della compagnia dei McMahon e che recentemente sembrano aver perso un po’ di smalto.

AEW Dynamite è trasmesso ogni venerdì alle 19 su Sky Sport Arena; il programma viene proposto con un ritardo di soltanto una giornata e mezzo rispetto la messa in onda originale su TNT negli Stati Uniti.

Fortunatamente anche AEW Rampage, che come detto è il secondo show della compagnia per importanza, fa parte della proposta di Sky Italia e può essere fruito con il commento in italiano.

Oltre a Dynamite, consiglio di vedere AEW Dark, come già detto trasmetto su YouTube al pari di Being the Elite.

Vedere la AEW in diretta streaming e on demand

Personalmente seguo la AEW grazie all’applicazione Fite TV, che detiene i diritti per le trasmissioni in streaming di tutti i contenuti AEW: show settimanali, show per YouTube e PPV. Con un abbonamento davvero irrisorio (5,99$/mese) è possibile abbonarsi ad AEW Plus, il pacchetto messo a punto da Fite per tutti i fan della All Elite.

Fite TV trasmette gli show AEW in diretta e permette di visionare in piena risoluzione anche i momenti degli show che negli USA vengono relegati al “picture in picture”, ovvero un piccolo quadratino in basso allo schermo mentre va in onda la pubblicità.

Dopo mesi di abbonamento, posso assolutamente affermare che Fite TV offre un’esperienza di altissima qualità e dispone di App per ogni tipo di dispositivo mobile e Smart TV. Inoltre può anche essere fruita da PC o MAC navigando tramite browser.

La qualità video è eccezionale e la comodità di avere a disposizione l’intera libreria AEW (PPV esclusi: vanno acquistati separatamente) non ha prezzo.

Se siete interessati, cliccate qui per saperne di più.

Conclusioni

Per concludere questa disamina, da appassionato di wrestling di lunghissima data (ho iniziato a seguire la disciplina nel 1990, ai tempi di Wrestlemania 6) non posso che consigliarvi senza remore di seguire la All Elite Wrestling. E’ un prodotto che non vi lascerà delusi, sia per la qualità dell’azione in ring che per le interessanti trame che vi si sviluppano attorno. In Italia abbiamo la fortuna di avere la AEW su Sky e di poterla seguire con il commento nella nostra lingua, con un ritardo veramente minimo rispetto alla messa in onda negli U.S.A. Motivo in più per dedicare una paio d’ore del nostro tempo appassionandoci ad uno spettacolo divertente, coerente nelle trame proposte e coinvolgente al punto giusto.

Se invece preferite seguire la federazione di Tony Khan in lingua originale, potete rivolgervi al programma AEW Plus su Fite.tv che, come detto, ha una qualità ed una comodità davvero uniche, oltre ad offrire la possibilità di visionare gli show in diretta.

Lunga vita alla AEW. Lunga vita al wrestling.


0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.